Pornografia: alcune perle dall’esortazione “Gaudete et Exsultate” sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo.

È la terza esortazione apostolica di Papa Francesco, pubblicata il 19 marzo 2018, esattamente due anni dopo la Amoris laetitia.

Contrariamente a quest’ultima, la bella riflessione sulla santità contenuta nella Gaudete et exsultate non cita per nulla la pornografia.

Eppure, leggendola, si trovano alcune perle, bellissimi spunti per il lavoro di PURIdiCUORE e di chi – singoli o organizzazioni – si dedica in questi anni al lavoro di prevenzione, informazione e guarigione relativo alla pornografia. Di seguito si propongono brevi commenti ad alcune citazioni scelte.

42. (…) Anche qualora l’esistenza di qualcuno sia stata un disastro, anche quando lo vediamo distrutto dai vizi o dalle dipendenze,
Dio è presente nella sua vita. (…) possiamo e dobbiamo cercare il Signore in ogni vita umana. 

Questa convinzione può utilmente illuminare lo sforzo di chi sviluppa – compito invero arduo – metodi e percorsi per venire in aiuto alle persone in situazione di dipendenza dal consumo di immagini pornografiche. Lo sforzo di chi tenta di uscirne. Di chi vorrebbe aiutare altri a divenire consapevoli del problema. Di chi si azzarda a chiedere «vuoi che ne parliamo?».

In fin dei conti, c’è sempre Dio in qualsiasi persona. Prima conclusione: la ricerca di terapie, di passatempi alternativi maggiormente sani, l’adozione di filtri,… va di pari passo con l’accettazione della grazia (tema sviluppato nei paragrafi 52-56 dell’esortazione). La terapia può coesistere con la preghiera e l’accompagnamento spirituale. Seconda conclusione: nessun caso è “troppo disperato” per tentare un cambiamento di rotta, una metanoia.

159. Non si tratta solamente di un combattimento contro il mondo e la mentalità mondana, che ci inganna, ci intontisce e ci rende mediocri, senza impegno e senza gioia. Nemmeno si riduce a una lotta contro la propria fragilità e le proprie inclinazioni (ognuno ha la sua: la pigrizia, la lussuria, l’invidia, le gelosie, e così via).
È anche una lotta costante contro il diavolo, che è il principe del male.

Questa frase non convincerà tutti in un mondo europeo in parte allontanato da Dio e, dunque, che spesso ignora il principe del male o addirittura ritiene sia una finzione (e così ne fa il gioco). Ma il cristiano è chiamato a tenere a mente questa lotta/sforzo costante contro il tentatore, il diavolo che ci vaglia come grano (Luca 22, 31). E la pornografia è uno degli elementi dei quali si avvale per passarci al setaccio, indubbiamente, lui che sin dall’inizio ha voluto rovinare il progetto di Dio proprio nella coppia e nella sessualità (Genesi 3, 1-7).

134. (…) portiamo latente in noi la tentazione di fuggire in un luogo sicuro che può avere molti nomi: individualismo (…),
chiusura in piccoli mondi, dipendenza (…)

Il consumo di pornografia a lungo andare avrà, indubbiamente, le sue conseguenze e ripercussioni sullo spettatore (sui suoi atti e sulle sue convinzioni). Ciò detto, forse il rinchiudersi nel consumo di pornografia, oltre che una causa, può essere anche un sintomo e una conseguenza? Ci sarà qualcosa che può causare, in alcune persone, «la tentazione di fuggire» verso la pornografia che per loro forse rappresenta un’alternativa, un luogo sicuro? Forse per via dell’anonimato, o perché la ragazza non dice mai “no” e non c’è il bisogno/rischio di un approccio, di una seduzione, perché si evita l’impegno di una relazione, … o più semplicemente perché anestetizza distogliendo lì per lì la mente da altri pensieri. Il piccolo mondo del porno, che in realtà è vastissimo – sebbene in buona parte accessibile da uno schermo di pochi pollici – in alcuni casi può essere una cattiva reazione a una vera difficoltà. Una difficoltà relazionale, psicologica, affettiva, occupazionale, … che richiederebbe un discernimento e, infine, una migliore risposta. Questo ragionamento potrebbe valere almeno per persone che non sono state adescate brutalmente dalla pornografia sin dall’infanzia, ma che ci sono “capitate” più tardi.

167. Nei giorni nostri l’attitudine al discernimento è diventata particolarmente necessaria. Infatti la vita attuale offre enormi possibilità di azione e di distrazione e il mondo le presenta come se fossero tutte valide e buone. Tutti, ma specialmente i giovani, sono esposti a uno zapping È possibile navigare su due o tre schermi simultaneamente e interagire nello stesso tempo in diversi scenari virtuali.
Senza la sapienza del discernimento possiamo trasformarci facilmente in burattini alla mercé delle tendenze del momento.

In questo zapping s’incappa prima o poi nella distrazione offerta dal materiale pornografico: ce n’è tanto e l’accesso è facile, gratuito, discreto e veloce. Orbene, lo stile di vita ‘tipo porno’ viene appunto spesso presentato come valido, desiderabile. Uno stile di vita aver successo, provare e dare piacere, essere “figo”, traendo sicurezza e libertà dall’assenza di vincoli affettivi o familiari. È una sfaccettatura del relativismo pratico. Fatto sta che, dopo abbondante zapping porno, specialmente se si inizia da giovanissimi, avere quel discernimento risulta davvero difficile. Valori e capisaldi etici sono spazzati via, e gli ‘scenari virtuali’ influenzano seriamente la ‘vita reale’ col loro silenzioso corredo di danni e ferite.

In una società inquinata dalla pornografia (solo fino a un certo punto in pubblico, è vero, ma a livelli elevatissimi e mai prima uguagliati per quanto concerne la relazione del singolo col proprio schermo) diventano dunque ancor più necessari quei valori e capisaldi etici che consentono il discernimento. Per questo, per esempio, anche nell’enciclica Laudato si’ Papa Francesco insiste sul bisogno imprescindibile di una sana antropologia.

140. È molto difficile lottare contro la propria concupiscenza e contro le insidie e tentazioni del demonio e del mondo egoista se siamo isolati.
È tale il bombardamento che ci seduce che, se siamo troppo soli, facilmente perdiamo il senso della realtà, la chiarezza interiore, e soccombiamo.

Il Sommo Pontefice usa espressioni forti: le tentazioni sono paragonate addirittura a un «bombardamento» (termine che si addice piuttosto bene all’incessante grandinata di pornografia che si riversa mediante Internet, colpendo anche chi non vuole o legalmente non dovrebbe consumarne)! Isolati, magari la sera davanti al computer, si cade in tentazione come non si sarebbe caduto stando tra amici o in famiglia. Isolato non si riesce a chiedere aiuto, a confrontarsi con altri, e si soccombe. Isolati, ci si rinchiude sempre di più nel zapping e nel mondo virtuale. Questo paragrafo della Gaudete et exsultate rafforza alcuni dei soliti consigli per non ricadere nel consumo di pornografia (non rimani da solo, chiedi ad altri di controllare il tuo computer regolarmente, …) e alcuni dei soliti mezzi per liberarsi dal desiderio di consumarne (parlane con un direttore spirituale e/o con terapeuta, prova un gruppo di ascolto e condivisione)

141. La santificazione è un cammino comunitario, da fare a due a due.

Questa bellissima frase risuona come una particolare esortazione per le coppie. Marito e moglie sono difatti chiamati a camminare insieme verso la santità, aiutandosi pazientemente e vicendevolmente verso la perfezione. E, se necessario, anche nel superare le ferite causate dalla pornografia.

135. Dio (...) ci spinge continuamente a ripartire e a cambiare posto per andare oltre il conosciuto, verso le periferie e le frontiere. Ci conduce là dove si trova l’umanità più ferita e dove gli esseri umani, al di sotto dell’apparenza della superficialità e del conformismo, continuano a cercare la risposta alla domanda sul senso della vita. (…)
Va sempre al di là dei nostri schemi e non teme le periferie. (...) Gesù ci precede nel cuore di quel fratello, nella sua carne ferita, nella sua vita oppressa, nella sua anima ottenebrata.

Sono molte le “periferie” (un concetto usato frequentemente da Francesco). Quelle che PURIdiCUORE e iniziative analoghe si propongono di raggiungere sono periferie particolari, in quanto possono coesistere con uno stipendio ragionevole o una famiglia. In quanto sono ferite che non facilmente si vedono (meno appariscenti, per esempio, del consumo patologico di alcool o di droga). In quanto sono ferite nascoste o minimizzate dalla cultura attuale e da molti mezzi di comunicazione, che preferiscono presentare la pornografia in modo ambiguo, spesso piuttosto positivo.
Tutto ciò contribuisce al fatto che non sia tanto facile riconoscere, ammettere, raggiungere e guarire queste ferite subite lungo le “strade digitali”. Eppure, andando in quelle periferie, c’è veramente la possibilità di raggiunge il “centro”, il fulcro: le domande verso il senso della vita, lo sviluppo umano integrale, la felicità.

Tebaldo Vinciguerra

Segretario di PURIdiCUORE