2018: Conferenza internazionale sulle dipendenze in Vaticano

Dal 29 novembre al 1 dicembre 2018 si è svolta in Vaticano la Conferenza internazionale “Droga e Dipendenze: un ostacolo allo sviluppo umano integrale” organizzata dal Dicastero per il servizio dello Sviluppo Umano Integrale (nato dalla fusione di precedenti Dicasteri della Curia Romana, tra i quali il Pontificio Consiglio per la Pastorale degli Operatori Sanitari).

La giornata del 29 novembre si è svolta nell’Aula Nuova del Sinodo. Stracolma. Elevato livello di internazionalità e di interdisciplinarietà.
Nel suo saluto introduttivo, il Cardinale Peter K.A. Turkson ha spiegato che il titolo della Conferenza «vuole porre l’accento sul pericolo delle dipendenze che compromettono gravemente l’uso della facoltà umana di libertà, e impediscono lo sviluppo della totalità della persona, in ogni sua dimensione, nonché la promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo.
Lo sviluppo umano integrale comporta una libera e solidale assunzione di responsabilità da parte di tutti e richiede una visione trascendente della persona in quanto senza Dio, lo sviluppo viene negato oppure affidato alle mani dell’uomo, gravemente diminuito nella sua libertà e soggetto d’una visione tristamente ridotta al momento presente, ai bisogni immediati, e ad un eccessivo individualismo.
Nella sua dipendenza, la persona ospita una specie di illusione di non-vulnerabilità ed immortalità, facendo cadere la persona nell’errore di poter approfittare della vita senza preoccuparsi dell’avvenire e dell’eternità. Viviamo in un universo in cui gli individui hanno sempre meno la coscienza dei limiti e dove tutto sembra accadere come se le difficoltà esistenziali potessero trovare una soluzione ed una risposta attraverso il ricorso a prodotti che farebbero dimenticare i problemi, calmerebbero le inquietudini e darebbero l’impressione di vivere in una vita quasi perfetta, sia pur irreale. In questa logica, è facile cadere nelle dipendenze che sono indizio di una difficoltà nell’accettare la propria esistenza e nel riconoscerne il senso, spesso per mancanza di una crescita della vita interiore e di una vera strutturazione della personalità, che aprono la via dell’unificazione dell’essere.
La dipendenza dalla droga come anche quella da internet, dai giochi, dal sesso, ledono fortemente la libertà della persona, che è l’espressione fondamentale della dignità di ogni essere umano

I relatori hanno descritto le varie tipologie di dipendenze, ma anche narrato progetti di recupero e di accompagnamento, nei quali la Chiesa è molto attiva.
Dopo una simile premessa, è doveroso segnalare su questo blog che una buona parte del pomeriggio di questo primo giorno di Conferenza è stato dedicato a Internet.

Difatti il web, in molteplici modi, contribuisce e facilita questa illusione di non-vulnerabilità, l’impressione di una vita perfetta, e in definitiva una o più dipendenze. Sarebbe tedioso e difficile riproporre i contenuti dei relatori.

Mi sono già espresso in occasione di questo evento, ma vorrei comunque, in questa sede, sottolineare e ringraziare per la riflessione sul web offerta da Mary Aiken (Cyber-psicologa, professore associato presso lo University College di Dublino, consulente presso Europol) che ha spiegato come il mondo cyber influenza in modo deleterio i neonati e i bambini, così come per la descrizione dettagliata della dipendenza dal consumo di materiale pornografico presentata da Peter Kleponis (psicoterapeuta negli USA).

I loro e quelli di altri relatori sono spunti molto documentati, altamente specializzati e aggiornati (penso alla riflessione sul craving di Umberto Nizzoli, Membro della Commissione Nazionale di Esperti delle Tossicodipendenze, alla panoramica sulla droga nella relazione di Gilberto Gerra, Capo del Dipartimento “Prevenzione della Droga e Salute” di UNODC) per la riflessione e l’azione, che, in qualche modo, vanno condivisi con le persone, famiglie, parrocchie, comunità, strutture cattoliche e non che operano nei settori della dipendenza.

Questo il sentimento dei partecipanti che, ciascuno col proprio ricordo della Conferenza e coi propri appunti (aspettando la pubblicazione degli atti!), sono tornati nelle loro comunità e istituzioni di origine, nelle loro cerchie abituali.

Dalla presentazione della prof. Aiken

Dalla presentazione del dott. Kleponis

Con l’augurio che l’impulso dato in Vaticano, ad alto livello e mediatizzato (incontro con Sua Santità, qui il discorso e il video), possa ispirare e confortare chi lavora su queste tematiche.

La Conferenza è stata anche un’occasione di ritrovo per alcuni reduci del Tour PURIdiCUORE del 2017: oltre al summenzionato dott. Kleponis e allo scrivente, c’erano anche il nostro Presidente Luca Marelli, padre Sean Kilcawley che assieme a Kleponis aveva partecipato a tutto il Tour, e Antonio Morra (che da poco ha pubblicato Pornolescenza).

16 gennaio 2019

Tebaldo Vinciguerra

Da sinistra a destra: Morra, Vinciguerra, Marelli, Kleponis, Kilcawley